Tilea

Da WHLive wiki.
Tileani

La Tilea è un piccolo regno umano a sud-ovest dell’Impero. Grazie alla sua posizione geografica la Tilea è sempre stata un porto sicuro contro le grandi invasioni di orchi e barbari del Nord, infatti, è circondata da tre catene montuose gli Appuccini ,Irranici e Abasko che la rendono isolata e ben difesa. La Tilea, al contrario dei grandi regni dell’Impero e della Bretonnia, non ha un re che raggruppi tutto il territorio, al contrario e costellata da un grande numero di città stato sempre in competizione o in guerra tra loro. Le principali città sono: Luccini, Miragliano, Remas, Tobaro, Trancio e Verezzo. La Tilea fu colonizzata dalle migrazioni delle tribù umane che si stanziarono sulle rovine delle città elfiche dove fondarono i loro centri abitati. I coloni provarono ad insediarsi anche nelle Paludi Maledette ( il nome con cui i Tileani chiamano questa zona), ma questo salubre luogo era sede di malattie e degli Uomini-ratto, che si dice, abbiano fondato una loro città. Inoltre con il tempo, le Paludi sono diventate anche rifugio per i delinquenti e fuggiaschi. Le città sono dominate da due forze: le Compagnie Mercantili e le Compagnie Mercenarie. Le Compagnie mercantili detengono il potere economico e politico, controllano grandi flotte mercantili e carovane che collegano tutti i regni degli uomini e fanno da tramite con le civiltà dei nani e degli elfi. Con lo sviluppo economico aumentò anche la domanda di protezione per le carovane ed i galeoni, nacquero così le Compagnie Mercenarie dall’unione delle bande d’armati che con il passare del tempo si arricchirono e infoltirono le proprie fila formando delle compagnie efficienti e con un armamento moderno. Spesso bande di mercenari si diedero alla pirateria verso coloro che dovevano proteggere, i fuggiaschi arrivarono a fondare una città franca, popolata solo da pirati conosciuta come Sartosa. Qui si radunano eroi, disperati, falliti, criminali e chiunque brami avventure e tesori. E’ comunque giusto accennare alla nobiltà, in declino e impoverita ma anche emarginata dalla vita politica a causa del grande potere della borghesia. Le genti della Tilea sono solite venerare Myrmidia protettrice dei soldati e degli ufficiali, mentre i mercanti Ranald, affinché protegga i loro commerci. Ma è molto venerato è anche Manan il signore degli oceani, i suoi fedeli sono i marinai che si imbarcano sui possenti galeoni da guerra o commerciali, per raggiungere posti esotici e lontani.


Indice

Le città stato

Mappa della Tilea

Miragliano

La gloria e la tragedia di Miragliano è sempre stata la sua posizione geografica, proprio alla foce del Golfo di Mirgaliano, e confinante con le Paludi Maledette, è sempre stata vittima di malattie e pestilenze nel corso dei secoli. La più tragica a memoria d'uomo fu la Pestilenza Rossa del 1812 IC, che spazzò via tre quarti della popolazione della città trasformandola praticamente in una città fantasma. Assieme alla pestilenza furono avvisati anche ratti di dimensioni enormi che si vociferano essere stati la causa e i portatori della pestilenza. Ma tant'è che Miragliano fu ricostruita e ripopolata nel corso dei secoli, tant'è il detto "Miragliano si ricostruisce sempre".

I Principi di Miragliano sono sempre stati patroni e mecenati, ma al contrario dei Principi di Luccini, amanti della commedia e dell'arte, furono l'architettura e le scienze - anche in campo bellico - a essere privilegiate. Essendo di fatto così vicino ai valichi di montagna, e avendo nei secoli passati subito qualche minaccia da Bretonnia e l'Impero, i Principi erano stati particolarmente interessati nell'architettura e scienze belliche. A questo si aggiunge che Miragliano è una delle poche città Tileane a non essere costruita su antiche rovine elfiche. Questo ha necessitato non solo uno sviluppo di adeguate difese, ma ha anche permesso di modellare la bassa pianura alluvionale, su cui si erge la città, su un preciso piano regolatore di difesa. Non è dunque una sorpresa se in questo vivo ambiente intellettuale hanno potuto emergere figure dall'indiscusso genio architettonico come Leonardo da Miragliano, o Borgio l'assediante.

Le difese di Miragliano presentano torri particolarmente elevate, da permettere una visione estesa su tutta la pianura circostante. Sfortunatamente, a causa della natura instabile del terreno, la maggior parte di queste strutture ha visto sprofondare i propri basamenti. Ciononostante grazie alle eccezionali competenze tecniche degli architetti, queste torri non caddero, mantenendo la loro efficacia pur la loro peculiare pendenza.

Oltre le mura cittadine, appositamente progettate per dare il massimo vantaggio all'artiglieria, un preciso piano regolatore urbano presenta una città ordinata e abbellita con stupende statue e ampie piazze, attraversate da canali che permettono il passaggio di chiatte e piccoli battelli. Un intricato sistema di tubature era studiato per far circolare l'acqua e impedirne il ristagno, ma nonostante tale genio ingegneristico, i canali continuavano a essere la causa prima della vulnerabilità della città alle piaghe e alle pestilenze. Il fatto che molte di queste condutture presentassero saracinesche, porte e perfino trappole, faceva supporre che il sistema dovesse difendere anche da una qualche sorta di nemico sotterraneo.

La fortuna della città non era destinata a durare, una massiccia forza di giganteschi uomini ratti - più verosimilmente uomini bestia - proveniente dalle Paludi Maledette schiacciò l' esercito mercenario a difesa della città e la mise al sacco nel 2522 IC. Nessuna notizia rilevante è da allora giunta dalla città, anche se è probabile che la grande città finirà per essere ricostruita, come d'altronde è sempre stato.

Luccini

Mappa di Luccini

Situata sulla costa, lungo la parte meridionale della penisola Tileana, sorge la città di Luccini. La città di Luccini è la città più antica della Tilea, fondata sulle rovine di un'antica città elfica nel corso dell'anno 1 IC dai leggendari gemelli, Lucan e Luccina, re e regina di una tribù di pastori nomadi che si stabilirono sulla costruzione dell'Acropoli e sulla cui sommità costruirono il loro palazzo. Fin dalla fondazione della città, i gemelli sono stati considerati divinità, e ciò contribuì a rendere gli abitanti di Luccini ancora più assurdamente presuntuosi rispetto alla maggior parte Tileani, in quanto si considerano parenti agli dei. Inutile dire che il culto dei gemelli non è diffuso al di fuori del territorio di Luccini.

Per più di duemila anni, la città è stata governata dai discendenti di uno dei due fondatori: il clan Lupo, direttamente discendente dal Principe Lucan, e il clan di Lucci discendente dalla regina Luccina. Questi due clan hanno combattuto costantemente tra di loro per il trono, e innumerevoli sono state le volte che il trono è passato avanti e indietro tra di loro, e l'odio che ciascuno sente per l'altro non è in alcun modo attenuato dal fatto che entrambi sono fortemente legati e imparentati tra di loro.

Data la sua vicinanza al regno dell'isola di Sartosa, i Principi di Luccini, non importa quale clan, hanno sempre fatto una ferma politica della città, di avere una delle più forti marine militari del mondo per mantenere le loro rotte di navigazione prive di pirateria.. Fino a poco tempo fa, le truppe d'élite di Luccini era la Compagnia di Leopardi di Leonardo di Lucci, erede al trono. Questi soldati hanno un carattere distintivo: indossano armature di un ottone lucido brillante, ghirlande d'alloro sui loro picche, e decorativi pelli di leopardo drappeggiato sulle loro spalle, in onore del Leopardo di Luccini, l'animale guardiano che la leggenda vuole proteggesse i gemelli divini durante la loro gioventù. Tuttavia, la Compagnia fu esiliata dalla città nel 2505 quando Lorenzo Lupo prese il potere.

I Principi di Luccini hanno una forte presa sulla loro popolazione, e sono stati i meno turbati dalle grande rivolte del 2321, in quanto ripristinarono il controllo in quello stesso anno. Tuttavia, il loro controllo dipende da una caratteristica davvero insolita per un sovrano - il loro senso dell'umorismo. La gente di Luccini tempo fa ha "deciso" che se uno deve essere escluso del tutto dal governo, è meglio essere governati da un principe piacevole, allegro, gioioso e festoso e ogni principe che non riesce a visualizzare l'allegria tradizionale dei governanti della città, viene prontamente ucciso a furor di popolo. Questo ha qualcosa a che fare con una caratteristica tipica delle famiglie regnanti: la voglia di ridere e godersi la vita. Non è un caso dunque che i principi di Luccini siano spesso mecenati e protettori della commedia del'arte, spesso partecipando attivamente a rappresentazioni teatrali e opere. Questa visione della vita come una commedia si traduce spesso anche nel modo in cui gli avversi dei Principi vengono pubblicamente "tolti di mezzo" . Non è un caso che molti avversari paiono morire per casi cause quantomai fortuite se non buffe e assurde: scivolando su una buccia di banana, rimanendo soffocati da un chicco d'uva.


Remas

Situata sulla costa occidentale della penisola orientale della Tilea, la città di Remas è una delle più antiche città-stato in Tilea, fondata sulle rovine della ultima città degli Alti Elfi del Vecchio Mondo. Il suo porto di origine elfica è grande e ben protetto, sia da un'imponente flotta navale che da un'insenatura naturale a collo di bottiglia sormontato da un possente ponte che affonda saldamente le sue fondamenta ne mare, che collega le due metà della città, e agisce come una saracinesca che difende il porto con le sue molti torri. Ma questo ponte non solo è strada di collegamento tra le due parti della città, ma su di esso si ergono anche le case e i palazzi delle più ricche case mercantili che si affacciano sul porto stesso avendo quindi una visione di tutte le navi in entrata e uscita dal porto. Durante il periodo classico, la città di Remas è stata la capitale di tutta la Tilea, il gioiello dell'Impero Eterno. In quanto tale, i Remani sono conosciuti per essere arroganti e aggressivi, e per questa loro indole e per l'ubicazione centrale della città-stato rispetto alle altre città tileane, fa preoccupare circa sua mire espansionistiche. Anche se l'Impero non era eterno come il suo nome suggerisce, la città di Remas continua ad essere una delle forze militari più potenti in Tilea, costantemente in competizione con i vicini, in particolare Miragliano (suo principale rivale per il potere, un concorso che ha è durato per più di 2000 anni), Verezzo e Luccini. In aggiunta a una delle migliori flotte, Remas è nota per la forza dei suoi picchieri. La Guardia Repubblicana di Ricco è un gruppo particolarmente famoso di picchieri d'élite, che si vestono in armature di piastre tempestato di pietre preziose adornate da distintive fusciacche rosse, bracciali e sciarpe per indicare le bende insanguinate dell'originale Guardia Repubblicana, la quale stremata e gravemente ferita, resistette durante i giorni tumultuosi della fondazione della Repubblica. Uno delle più famose vittorie militari di Reman è stata la "Battaglia del Ponte" nel 1487, quando la città fu quasi presa da un raid degli Elfi Oscuri. I Druchii colpirono mentre la flotta Remana era impegnata in mare contro una flotta avversaria che funse da diversivo, aiutati anche da una nebbia fuori stagione che gli permise di irrompere attraverso i forti esterni e nel porto. Gli Elfi Oscuri assediarono il ponte dall'ampia volta che funge da prosegue naturale delle mura che difendono la città vera e propria dal resto del porto. La strenua difesa della Guardia, rimasta ferma su entrambi i lati del ponte, fecero si che gli Elfi Oscuri non poterono penetrare e saccheggiare la città. Il ponte, gravemente danneggiato dall'assedio, fu poi ricostruito, ma la città rimase comunque ferita da questa incursione tanto da instillare un odio particolare conto i Druchii. Non è raro che la città offra spontaneamente aiuti militari e mercenari per tutti coloro che debbono affrontare gli Efli Oscuri. La città di Remas è una delle più durevoli Repubbliche di tutta la Tilea. La Repubblica fu fondata durante le grandi rivolte del 2321, quando persistenti carestie causate da infestazioni di enormi roditori portarono a rivolte in tutte le principali città di Tilea. Tuttavia, Remas fu uno dei pochi posti dove i principi non ripristinarono il loro dominio. Oggi, Remas è governato da un Consiglio di cinquanta, che rappresentano ciascuna delle famiglie di mercanti e di altri gruppi di potere. Questo Consiglio è responsabile per discutere le grandi questioni del giorno, la decisioni di politiche, e il vaglio di tutte le leggi. Un triumvirato è scelto a caso dal Consiglio ogni anno che agisce come capo supremo, con il risultato che la politica dell' esecutivo cambia spesso a seconda degli interessi particolari delle persone scelte per il Triumvirato, e non sono rari i conflitti e vere e proprie guerre civili tra triumviri, a volte in competizione tra loro, e il Consiglio stesso (in quanto è l'unico organismo in continua governo della città). Ciò non toglie che il governo di Remas, indubbiamente dominato dalla classe mercantile, è il più efficiente e il meno corrotto di tutta quanta la Tilea.

Verezzo

A sud di Remas e Pavona, e a nord Luccini si trova la città di Verezzo, a ridosso delle rive del fiume Riatti. Situato in cima ad una collina naturale, l'unico per chilometri nell'estesa pianura intorno, la città di Verezzo crebbe fino a dominare il commercio fluviale verso il mare. Infatti a differenza delle altre città-stato Tileane che vedono la propria fortuna nel commercio navale, Verezzo ha trovato la sua ricchezza nella fertile campagna, tanto da essere denominata il granaio di Tilea. Non è quindi un caso se Verezzo è giunta a monopolizzare l'intero commercio del grano.

Verezzo è una peculiarità anche dal punto di vista architettonico. A causa delle grandi mura che offrono difese senza pari e la mancanza di spazi edificabili sulla stretta collina, il popolo di Verezzo ha costruito verso l'alto piuttosto che verso l'esterno. Le torri di Verezzo si ergono particolarmente in alto dominando la campagna circostante per chilometri e chilometri. Tuttavia la continua espansione verso l'alto trova dei limiti oggettivi e il sovrappopolamento inizia a diventare un problema serio per la città. Le strette strade gremite e le piazze brulicanti sono una testimonianza di questo fatto spiacevole.

E 'stato qui, che nel 2321 ebbero inizio le grandi ribellioni che caratterizzarono la Tilea, quando, nel corso di un cattivo raccolto causato di siccità fuori stagione e si vocifera anche da una strana pestilenza, il Principe di Verezzo cercò di speculare sul disastro accaparrandosi tutto il grano possibile per rivenderlo a prezzi esorbitanti. Indignati dall'avidità e depravazione dimostrata dal Principe, la gente di Verezzo insorse contro i loro padroni e con l'aiuto di eserciti mercenari assoldati da famiglie di mercanti della città, rovesciarono il principato.

A oggi, Verezzo rimane la Serenissima Repubblica, e a differenza di altre repubbliche elitari o più corrotti, Verezzo è una città autenticamente democratico. Non mancano gli intrighi e gli assassini commissionati, certo è che a Verazzo vi è un sistema di voto elaborato in cui si contendono il potere le diverse fazioni delle famiglie mercantili. I partiti politici della città sono strettamente associati con i quartieri locali, e a ciascuno è associato un colore specifico e una squadra di calcio specifica, sport molto in voga a Verezzo.


Trantio

Trantio ha sofferto per diversi secoli la sfortuna di essere una delle poche città interne della Tilea, per cui per la maggior parte della sua storia la città è stata tagliata fuori dalla ricchezza favolosa commerciale a disposizione delle città portuali. Nemmeno il vasto paesaggio collinare è stato di ricchezza alla città, essendo i suoi prodotti notoriamente di scarsa qualità, per cui le vaste colline vengono sfruttate per lo più come difesa naturale, funzione risultata utile invero, dato che Trantio ha sempre convissuto con il problema di essere bloccato tra due delle più potenti forze in Tilea, Miragliano a nord e Remas a sud. Trantio ha mantenuto nei secoli la sua indipendenza solo con l'adesione a una rigorosa politica diplomatica riuscendo a fungere da ago della bilancia tra le vicine potenze, o financo a metterle le une contro le altre. Questo carattere indipendentista di Trantio può essere visto nel fatto che è stata la prima città-stato a ribellarsi contro i suoi principi nel 2321, anche se ciò ha significato che la nascente Repubblica cadde ben presto in litigi, lotte politiche, e decadenza poco dopo. Tutto questo cambiò molto radicalmente, quando una sgangherata spedizione "scoprì" la terra di Lustria. Tornando dal mitico mondo nuovo con più oro di quanto anche il più ricco dei plutocrati Ogre potesse sognare, il bottino fu investito nella città, nel suo esercito, i suoi commerci, e delle sue infrastrutture civili. Oggi la città è riuscita a dominare alcune delle città minori lungo la costa per ottenere l'accesso al mare, e ha usato la sua posizione per dominare il commercio con i Nani nelle montagne orientali. Di conseguenza, la città è diventata una delle più ricche e più colte di tutta Tilea, caratterizzata da una spiccata architettura [[Nani|nanica], sintomatica degli stretti rapporti commerciali con le Kazak, la distingue dalle altre città di Tileane che sorgono su rovine elfiche. L'esotico marmo rosa venato è un segno distintivo dello stile dell'architettura di Trantio di cui la città è giustamente famosa.


Pavona

Direttamente a sud di Trantio lungo il fiume Remo si trova la città di Pavona, considerata la più infame tra tutte le città Tileane per il suo coacervo di tradimenti, intrighi e ricatti tra le classi dominanti. I cittadini di Pavona sono considerati tra i più infidi di tutti gli uomini Tileani, dei veri e propri voltagabbana da cui guardarsi le spalle.

A causa della sua vicinanza con Trantio, le due città hanno avuto una storia di rivalità e contese per secoli e secoli che perdura tutt'ora oggi. Di conseguenza le Colline Trantine sono divenute dei perenni campi di battaglia, costantemente battute da compagnie mercenarie, motivo per cui vi si possono spesso trovare tra le migliori. È interessante notare che, ogni volta che la rivalità tra le due le città ha indotto una potenza terza a sfruttare l'indebolimento di uno dei due contendenti, i due si sono storicamente sempre uniti per schiacciare l'intruso. Anche le grandi potenze come Luccini, Verezzo e Miragliano hanno subito perdite umilianti in questa terra infida, allettai dalla previsione di una facile conquista.

Oltre a molte guerre, ci sono stati anche molti trattati di pace tra le due città, spesso tradotti in matrimoni combinati tra le famiglie dominanti di Trantio e pavona. Tuttavia, come i rapporti tra le due città, questi matrimoni raramente sono perdurati pacificamente, e la maggior parte sono finiti in una qualche forma di assassinio, di solito cagionati da veleno. Sembra che le donne di pavona abbiano la continua sfortuna di rimanere vedove e caso ancora più fortuito i loro mariti sembrano avere la tendenza di morire avvelenati.

Ironia della sorte, la città stessa è una delle più piccole in Tilea, motivo che potrebbe spiegare l'elitarismo e snobismo esagerato che caratterizza l'aristrocrazia della città, che potrebbe a sua volta essere il motivo per cui le grandi ribellioni del 2321 toccarono marginalmente la città. La città è famosa per i suoi numerosi ponti, che non si innalzano su fiumi o canali, ma sulle strade stesse della città, in modo che la nobiltà può andare da palazzo a palazzo, senza dover mai mescolarsi con la gente comune nelle strade sottostanti. Di conseguenza, la disuguaglianza di classe è estremamente elevata in pavona, dove il rango di classe è letteralmente determinato dalla posizione verticale nella geografia della città.


Tobaro

Come molte delle città-stato tileane, Tobaro è stata fondata sulle rovine di una città elfica, in questo caso una fortezza abbandonata durante la Guerra delle Barbe. Tuttavia, questa città non ha avuto la fortuna che si possa immaginare, data la sua vicinanza alle rotte commerciali Estaliane attraverso il Passo Tramoto e il fiume Eboro. Tobaro ha avuto una reputazione come una delle più sfortunate città di tutta Tilea, in parte perché le isole a sud, sono un covo di pirati che soffocano il commercio della città. Tobaro ha visto i suoi giorni di gloria durante le Crociate contro l'Arabia, quando la città è servita come porto principale per gli eserciti crociati che cercano di riprendere Estalia dall'invasione araba, dato il suo facile accesso all'Estalia tramite rotte terrestri, fluviali, e marittime.

Purtroppo per la città, la sua gloria è stata di breve durata. La fine delle crociate segno anche la fine dell'importanza di Tobaro, ritrovandosi a essere oppressa dall'Estalia e vessata dai pirati a sud. Tobaro è l'unica città Tileana ad essere tutt'ora un principato nonostante le rivolte del 2321 IC


Montecastello

Soldati di Montecastello

La città di Monte Castello si erge intorno all'omonima fortezza, costruita in cima a una scogliera a strapiombo sul mare che divide la Baia dei Naufraghi dal Golfo Nero. Anticamente costruita come avamposto marino dell’antico impero Remano, è negli anni via via cresciuta diventando recentemente uno dei centri più importanti della Tilea, anche se ancora molto lontana dalle principali città come Remas, Miragliano o Luccini. I regnanti della città hanno mantenuto il titolo di Marchese, autoimputandosi il ruolo di guardiani dei confini della Tilea. In effetti Monte Castello può essere considerato ancora adesso una regione di frontiera tra la Tilea ed i turbolenti Principati di Confine. I rapporti con le altre città Tileane sono pressoché inesistenti: città come Remas, Luccini o Miragliano non vedono ancora il crescente potere di Monte Castello come una minaccia e per il momento si limitano ad ignorarla. Dall'arrivo del nuovo Marchese sono stati aperti gli scali anche per l’Arabia, fino a poco tempo fa considerata terra infedele e quindi trattata con diffidenza. La stessa città ha subito grosse influenze architettoniche dall'Arabia grazie alla passione del Marchese per questa cultura. Prima di tutto è stata in tempi piuttosto recenti istituita una piccola università che richiama infatti questo stile con bassorilievi e cupole, inoltre molti nobili e ricchi mercanti della città vivono in strutture che ricordano pagode o abitazioni di stile orientale. Monte Castello importa difatti sete e spezie arabiane, ma è molto attiva anche nel commercio di vino e beni di prima necessità. La città ha mantenuto la sua tradizione militaristica che risale alla sua origine di avamposto militare. L'apparato bellico della città ha potuto inoltre avvalersi della spinta dei Marchesi verso l'ingegneria militare e le applicazioni pratiche in campo militare della nascente Università. Si vocifera che i Marchesi abbiano assoldato figure discusse e controverse, ripudiate o scacciate dalla stessa Scuola d'Ingegneria di Nuln, e che ora lavorano per implementare la potenza di fuoco della città, con bombarde, cannoni e corpi d'élite di genieri.

Storia

Giacomo de Lavarre (2522-2556)

Giacomo de Lavarre nacque nel 2522 da una famiglia di umili origini. Nel 2540 si arruolò in una compagnia mercenaria, dove dimostrò grande abilità strategiche e un’innata abilità al combattimento. Nel giro di pochi mesi riuscì a scalare le gerarchie e prendere il potere della propria compagnia. Nel 2541 partecipò alla campagna militare promossa dalla città di Luccini contro i corsari Arabi, ma anche se non fu un completo successo si mise in mostra davanti alle autorità della città. Nel 2549 la città di Tobaro fu assediata da Giacomo, assoldato dalla città di Remas, e qui vide l’opportunità di intraprendere la carriera politica una volta espugnata. Infatti, eliminati tutti gli oppositore e consolidato il proprio potere, Giacomo provò ad i ampliare i propri domini.

Nel 2550 cadde la città di Remas per mano di chi era stato assoldato per difenderla,dopo puntò verso la città di Miragliano. Ad attenderlo però vi erano le truppe della Lega Tileana guidate da Alfonso Almeira, comandante di Miragliano e composte da tutte altre città che si opponevano al suo imperialismo nella quale vedevano una concreta minaccia per i loro affari. Giacomo fu sconfitto e costretto a ripiegare verso Tobaro dove si arrese, rinunciando ad unificare il popolo tileano. Poco dopo morì lasciando la sua città in mano all'amico e luogotenente Carlo Cervares nel 2556.


Le guerre arabe

Nel 2540 le razzie dei corsari arabi si fecero più frequenti. Molti villaggi furono attaccati in cerca di schiavi e molti galeoni assaltati e derubati. Questa situazione, intollerabile per i tileani, portò a un contrattacco, guidato dalla città di Luccini nel 2541, a cui parteciparono anche Remas, Miragliano e Verezzo. Ma l'operazione militare anche se inizialmente fu un successo non porto ad i risultati sperati non riuscendo ad eliminare gli arabi dal mare che continuarono a terrorizzare le coste della Tilea. Nel 2542 anche i corsari Tileani cominciarono ad assaltare e razziare le coste e le navi arabe.

Degno di nota fu l'operato di Arnoldo di Cabbio (2520-2545) , abile uomo di mare di Miragliano, che riuscì a compiere molte scorribande nei territori arabi ed affondare sessantasei navi con la sua Galeazza “Santa Myrmidia Protettrice”. Morì nel 2565 in uno scontro navale contro una galea nemica, ferito a morte da una cannonata. Nel 2570 Arnolfo de Medes attaccò e saccheggiò con una piccola flotta la città araba di Baraf Darr, impadronendosi di grandi ricchezze. La situazione raggiunse lo stato critico nel 2600, quando una grande armata araba guidata dal Califfo Abdul Jar Omal, signore di Baraf Darr salito al trono dopo avere assassinato il suo predecessore,invase la Tilea con lo scopo di soggiogare tutte le città stato.

Ma quella che sembrava una vittoria semplice si trasformo in una disastrosa disfatta, che vedeva gli arabi sconfitti in terra dalla truppe Tileane e Bretoni (guidate dal futuro re Carlo di Bastonne salito al potere alla fine della crociata contro gli arabi nel 2603) e per mare per mezzo della flotta congiunta, formata da Impero, Tilea e Bretonnia. Abdul sconfitto fu costretto a ritirarsi con quello che restava del suo esercito, ed a rinunciare alla conquista della Tilea. Con questo avvenimento gli storici considerano concluso il periodo delle “Guerre Arabe”, anche se le incursioni dei corsari, se pure meno frequenti, non si sono ancora arrestate.


Il Periodo Coloniale (2590-2607)

Il periodo storico che va dal 2590 al 2607, viene chiamato dagli storici tileani il “Periodo Coloniale”, poiché coincide con il momento di massima estensione territoriale della Tilea. Molti esploratori Tileani affrontarono lunghi viaggi per mare e per terra guidando delle spedizioni in ogni angolo del mondo. Degne di nota sono i viaggi di tre Grandi Esploratori: Antonio Cevarez, Pietro de Miraz e Federico di Cabbio, Fratello di Arnoldo di Cabbio. Antonio Cevarez partì nel 2590 verso le Terre Meridionali a capo di una piccola flotta formata da cinque caravelle, passo l’Arabia, ma non senza conseguenze, infatti, perse una delle sue navi mentre passava la temibile città di Copher.

Da qui i suoi diari sono lacunosi e sembrano mancare dei pezzi, ma Antonio fa riferimento a strane popolazioni dalla pelle nera, animali esotici, colonie arabe che erano gli unici baluardi della civiltà. Inoltre racconta di strani animali da i corni di avorio e dalle pellicce pregiate. Ma oltre a stranezze e tesori il suo equipaggio contrasse malattie e pericoli; nel 2591 aveva perso più di cento uomini dei seicento che ne erano partiti, venivano attaccati molto spesso da tribù ostili e cannibali. Alla fine anche lui contrasse una di quelle febbri tropicali che rapidamente lo portarono nei giardini di Morr, era l’anno 2592.

Pietro de Miraz invece fu spinto dalla fame d’oro a raggiungere le terre d’oltre oceano seguendo il destino di molti altri cacciatori di tesori. Ma destinato ad un futuro più grande. Partito il 7 di Araggio del 2596 dal porto di Miragliano con una nave e poco più di duecento uomini Pietro, commerciante fallito, non si aspettava di vedere delle meraviglie che nessun essere umano aveva fino ad ora visto. Superato il grande oceano approdò su coste sconosciute, dove fondò la prima colonia Tileana del Nuovo Mondo, Ascobara. Usandola come campo base Pietro cominciò ad esplorare le zone circostanti spingendosi nell’entroterra con i suoi uomini, nei suoi diari racconta di popolazioni dagli strani costumi, uomini ricoperti d’oro, grandi piramidi di pietra che sorgevano tra la vegetazione, tribù di sole donne guerriere, e contatti se pure sporadici con una tribù di uomini rettile.

Ma non tutte le popolazioni umane gli furono alleate,infatti, spesso era costretto ad estenuanti combattimenti e a compier rappresaglie per sconfiggerli e sottometterli . Spesso questi attacchi erano guidati da imponenti uomini rettile, ma Pietro riusciva sempre a vincerli. Ma dopo un anno con gli uomini decimati da malattie e dalle continue schermaglie fu costretto a tornare ad Ascobara, dove rientro in patria con le immense ricchezze guadagnate, lasciando una piccola guarnigione all’avamposto. Ascobara fu la prima di molte colonie fondate nel nuovo mondo. In seguito furono fondate la città di Mirrelo, Errendaz, Derremes, Nuova Terra e la colonia imperiale di Mendreburgh. L’ultimo ma non meno importante è Federico di Cabbio. Partito nel 2599 con un gruppo di mercanti e guerrieri verso le terre dell’estremo oriente note come il Catai. Il viaggio durò ben un anno, e non fu esente da rischi, Federico raccontò di predoni vestiti di pelli, che combattevano con l’arco e su cavalli piccoli e pelosi, essi sono la maledizione delle carovane che vanno verso le terre orientali. Arrivato in questa terra Federico racconta delle meraviglie architettoniche: i palazzi, i canali di irrigazione, le dighe, l’arte della lavorazione del ferro il culto dei draghi, i templi sui monti carichi di tesori, città immense e gigantesche fortezze. Nel suo libro “Catai“ Federico fa riferimento anche alla lavorazione della seta e delle stoffe e le spezie che ogni giorno arrivavano da ogni angolo di questo impero. Infatti questa terra lontana e governata saggiamente dall’imperatore, una figura divina, che secondo il popolo è il padrone di tutta la terra. Innamorato di questa terra, ritornò nella sua città natale nel 2607, dopo avere vissuto a corte dell’imperatore come dignitario e trattato con tutti gli onori.

Rientrato in patria solo per pubblicare il suo memoriale sul Catai, Federico non vede l’ora di ripartire verso quelle terre lontane, poiché secondo lui: “ […]Le terre che io ho visto sono solo una piccola parte di un’immensità di regni e imperi e quindi non posso considerare completato il mio viaggio, fino a quando non potrò affermare di essere giunto agli estremi confini del mondo, allora solo allora il mio scopo si potrà considerare compiuto.”.

Scala Nobiliare

La terra di Tilea è frammentata in decine di piccoli feudi e Città Stato, tristemente famose per i loro dissidi, tuttavia c'e' un valore che tiene unite tutte le terre della penisola, ed è di sicuro il commercio. I Principi Mercanti tileani, se pur non considerati veri e propri nobili dalle altre nazioni, sono uomini esperti nella politica e nel sotterfugio, abili negoziatori e spesso anche molto, molto ricchi, con possedimenti in terre e beni che rivaleggiano con quelli degli opulenti Nobili Imperiali.

Livello 0 – Cadetto / patronato

Livello 1 – Primo cittadino

Livello 2 – Barone

Livello 3 – Conte

Livello 4 – Visconte

Livello 5 – Duce o Doge

Livello 6 – Principe / Principe Mercante

Il numero che precede i titoli, corrisponde al livello di "Nobiltà" necessario per avere tale titolo I PG con l'abilità "Sangue nobile" hanno il titolo di "Cadetto / patronato"

Spesso per darsi "un tono", i nobili Tileani, specialmente proprietari di terre, amano utilizzare l'equivalente titolo imperiale per definire se stessi, mentre altri membri della nobiltà più attaccati alle tradizioni portano con fierezza i titoli della tradizione Tileana.

Esistono poi città-stato, vicine per storia all'antico impero Remasiano, dove possedere un titolo nobiliare garantisce l'appartenenza al Senato, un'organo decisionale che ormai ha perso la sua collegialità e democrazia, ma che rimane tuttavia attivo, quale fonte di prestigio per coloro che ne fanno parte (solo Nobile II o superiore e previa approvazione del GA per quanto riguarda la provenienza geografica):


Rango 2 - Auditore (non ha diritto di voto durante le sedute del Senato)

Rango 3 - Senatore

Rango 4 - Senatore Anziano

Rango 5 - Console

Rango 6 - Canceliere

Carriera Militare

Poichè in Tilea vivono principalmente compagnie mercenarie, l'appartenenza a un rango "militare" rappresentà in realtà solamente un'indice di quanto "famoso" è, come professionsita della guerrà, il mercenario stesso. Tendenzialmente tuttavia, all'interno della medesima compagnia, i "gradi" così assegnati vengono rispettati con ferrea disciplina, in parte perchè questo aumenta l'efficenza della Compagnia stessa, garantendo profitti maggiori, in parte a causa dei dogmi della dea Myrmidia, fede molto sentita nel territorio Tileano.

Ranghi Militari Tileani

Rango 0 - Saccomanno

Rango 1 - Mastino della Guerra / Lama al soldo

Rango 2 - Veterano

Rango 3 - Capitano

Rango 4 - Brigadiere

Rango 5 - Condottiero di Ventura

Rango 6 - Maresciallo di Ventura


Esistono poi reggimenti mercenari estremamente famosi o famigerati, che hanno una propria gerarchia interna, come i Sicari di Vespero o i Leopardi di Leopoldo. Queste compagini tuttavia mantengonop il più assoluto riserbo sui loro "metodi" di reclutamento e sul loro modo di mantenere la disciplina internamento ed è per questo che la loro progressione di carriera "interna" non è conosciuta (qual'ora un pg riuscisse a farsi accettare sarà il GA a comunicargli tutte le informazioni necessarie).

Carriera Religiosa

Come per altre fazioni, per i ranghi nelle varie chiese vedere le pagine relative alle varie divinità.


Carriera Arcana

I maghi Tileani, siano essi Maghi da Battaglia o sapienti, a meno di rarissime eccezioni, studiano presso i Collegi di Magia Imperiali, pertanto, vedere le regole di carriera dell'Impero.

Png di rilievo

Enomao Appiano Flavio: Senatore della città di Remas. Durante le invasioni arabe si offrì come ostaggio per risparmiare molte persone. Fu liberato pochi mesi dopo grazie ad un azione congiunta di molte persone.Foto

Giacinto Remasiani: Mercante di una certa fama. Si sospetta sia in realtà una personalità importante della malavità. Foto

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Strumenti