Estalia

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Indice

Introduzione

Estaliani

Per Estalia si intende quella penisola del Vecchio Mondo che origina dal meridione della Bretonnia e dall'occidente della Tilea. La penisola è composta da diversi Regni che hanno variato in numero nei secoli passati, in virtù delle vicende che hanno caratterizzato questa parte di Vecchio Mondo. Parimenti la popolazione è formata al giorno d'oggi da un miscuglio di etnie umane diverse: si ritiene che in parte i progenitori dell'attuale popolazione estaliana possano originare da tribù umane che, al tempo di Sigmar, preferirono migrare alla ricerca di un luogo più sicuro, laddove l'influsso dei Pelleverdi e del Caos fosse minimo. Nella penisola di Estalia poi si andarono a mischiare con analoghi esempi provenienti dalla Tilea e dalla Bretonnia, senza considerare una fisiologica mescolanza a seguito della dominazione da parte dell'Arabia e della successiva cacciata di tali conquistatori.

L'Estalia è considerata anche un luogo privilegiato da cui poter partire alla volta di esplorare e trarre ricchezza dalle fantomatiche regioni appartenenti al cosiddetto Nuovo Mondo, anche se la particolare esposizione al mare la rende particolarmente esposta agli assalti e alle incursioni di Corsari, non solo umani.

Storia

Ben poco è conosciuta nell'Impero quella che è la storia più remota dell'Estalia: quello che è maggiormente noto ai più studiosi tra i saggi è che attorno all'anno 900 del calendario imperiale la regione era dominata da un “Regno di Estalia” detto “Luminosissimo”, poiché si diceva che il sole era sempre alto e splendente sui territori estaliani. Secondo i cartografi imperiali questo potrebbe trovare la sua origine dal fatto che, come la Tilea, essendo più a sud dell'Impero, sia molto meno presente l'influsso di Ulric e quindi tali terre possano godere di un maggior periodo soleggiato. Tale regno era organizzato sulla base strettamente feudale, con un monarca che deteneva su di sé tutti i poteri di governo, come il Regno di Bretonnia.

Una serie di cronache riportano come nella seconda metà del XI secolo dagli Emirati di Arabia sia partita una grande migrazione sospinta dai venti della guerra che ha portato alla conquista del cuore del Regno di Estalia, fino alla catena dei monti Irrana e dei monti Abasko. Ben presto l'avanzata araba andò a inglobare anche il nord-ovest della penisola, inclusa la città di Bibali, fino alle Colline Feroci. Queste colline prendono il nome da una ferocissima battaglia che si tenne li nel 1187, che segnò a gravissimo prezzo ciò che rimaneva del Regno di Estalia, ma ancora di più per gli Emiri, la fine del prosieguo dell'invasione. Il piccolo Ducato di Ogarana, divenne così Regno di Ogarana, poiché il Duca, non avendo più chi chiamare Re di Estalia, decise di fondare un proprio regno indipendente. Il Regno di Ogarana rimase relativamente negli anni e secoli successivi: nessuno degli Emiri aveva intenzione di accollarsi le spese di una guerra, soprattutto perché quella parte dell'Estalia era decisamente molto povera e l'inizio di nuove ostilità avrebbero sicuramente destato l'attenzione e l'interesse del florido Regno di Bretonnia. La dominazione dell'Arabia andò avanti per un paio di secoli, stringendo sempre di più la popolazione in una morsa crudele; all'ordine del giorno erano le esecuzioni di coloro che ancora non si erano abituati agli usi e costumi dei nuovi padroni, tanto che il malcontento popolare raggiunse il suo acume nella seconda metà del 1300. Agli inizi del 1400 nelle montagne del Regno di Ogarana furono scoperti una serie di giacimenti d'oro: questo permise al Re Alfonso di Ogarana di pianificare una guerra per scacciare gli Emiri dall'Estalia, facendo ricorso a mercenari di tutto il Vecchio Mondo. Tanto fu fatto che nel 1448 una cospicua quantità di Mercenari Tileani si mise al soldo di Re Alfonso, seguiti l'anno successivo da un altrettanto ingente numero di Cavalieri Bretonniani. Il principale nemico che viene combattuto è il temuto Sultano Jaffar, il più potente e spietato tra gli Emiri presenti nella penisola che, grazie anche alle sopraggiunte forze dell'Impero, viene sconfitto definitivamente nella battaglia di El Haikk.

I secoli successivi sono caratterizzati dal vedere la nascita, e la successiva scomparsa di una serie di Principati o Regni indipendenti in Estalia, comparsi o caduti in disgrazia a seguito di conflitti territoriali, spesso per cause legate al “sangue”.

Attualmente nella penisola sono presenti cinque Regni Estaliani e una zona di foresta ampiamente fitta il cui interno è irraggiungibile poiché è sede di una comunità di [[[Elfi silvani|Elfi Silvani]]|Elfi dei Boschi] che raramente interferisce con gli affari esterni (anche durante la dominazione dell'Arabia, diversi Emiri inviarono sempre dei contingenti a esplorare la foresta, senza che facessero mai ritorno) ed è detta dagli umani “Bosco dei Pini Spettrali”.

Questi Regni sono: il Regno di Ogarana, il Pincipato di Leoniz, il Regno di Miramar, l'Arciducato di Magritta, il Regno di Castelleboro.


Geografia

Regno di Ogarana

Confina a Nord con la Bretonnia, a Sud con il Castelleboro, a ovest con Leoniz e a sudovest con Magritta. Il suo territorio ha le risorse maggiori al Sud. Sui monti infatti vi sono due famose miniere d'oro (Doñeno e Mediras). Due importanti passi montani permettono l'attraversamento delle montagne Irrana durante la stagione buona dell'anno, ma sono sufficientemente agevoli da permettere il passaggio di armate numerose anche comprendenti dei cavalieri. Dopo la liberazione dal dominio di Jaffar una certa quantità di nobili cavalieri bretoniani vi si insediarono e scelsero come proprio sovrano Gaston il Giallo, uno dei figli del re di Bretonnia e sposo di donna Dolores, unica discendente dell'Estinta casa regnante, poiché Re Alfonso di Ogarana era morto in battaglia assieme al suo unico figlio maschio. Nelle generazioni successive i matrimoni dinastici hanno legato fortemente i discendenti di Gaston a varie famiglie Bretonniane. Negli ultimi decenni la situazione si è andata via via inasprendo: essendo morto senza eredi l'ultimo monarca di Ogarana, il Re di Castelleboro, vantando antiche ascendenze nella corte Ogarana, ha deciso di provare ad impossessarsi del Regno; parimenti le linee imparentate con la nobiltà Bretonniana hanno deciso di intervenire pesantemente, negli “interessi del Regno di Ogarana”. Ora si è comunque delineato una sorta di equilibrio: mentre i [[[Bretonnia]]|bretoniani]] controllano agilmente i territori pianeggianti e collinari del Nord, i castelleboresi controllano la zona montuosa. Si può dire che ad ambo le corti la situazione attuale non dispiace, ma per motivi di prestigio nessuna delle due è disposta a cedere, ed entrambi i re elencano fra i propri titoli quello di“Re di Ogarana”.

Principato di Leoniz

Regione posta tra le pendici settentrionali delle montagne Irrana e la costa settentrionale; confina a est con Ogarana, a ovest con Miramar, a sud con Magritta. Tutto il territorio è boscoso o collinare con insediamenti che si concentrano nelle valli. In ogni caso nei pressi di qualsiasi insediamento, a più o meno un giorno di cammino, sorge un castello, fonte del potere del signore. Questi antichissimi manieri risalgono al periodo in cui avvenne la guerra per la cacciata degli Arabi e iniziarono ad essere edificati proprio nella zona delle Colline Feroci. Tuttavia questi manieri mostrano che nel paese si è conservata una aristocrazia forte, numerosa e orgogliosa delle proprie tradizioni guerriere. Infatti molti nobili ancora si raccolgono nei due ordini di guerrieri devoti a Myrmidia, evidente eredità di come in questa zona della penisola sia stata forte l'influenza dei Tileani accorsi per partecipare alla guerra. Ciò ha fatto si che si venisse a creare un prestigioso e potente ordine cavalleresco nella regione, l'Ordine Feroce, che ovviamente vede la sua ispirazione ai precetti della dea Myrmidia: non è raro vedere le insegne di quest'ordine pattugliare i confini del principato, sia in drappelli di terra, che con pesanti galee che trovano le loro basi nei porti di Bilbali e Alquezaro. La capitale è Bilbali, città che da sempre detiene ottimi rapporti con il regno di Bretonnia.

Regno di Miramar

Cosi' chiamato poiché i suoi confini principali sono rappresentati dal mare e perché è il regno estaliano con il maggior numero di coste per estensione. Confina a nordest con Leoniz, a sudest con Magritta e al suo interno ospita il Bosco dei Pini Spettrali. Il Regno di Miramar è quello che, tra i regni estaliani, ha cercato di tenere i migliori rapporti con tutti gli altri potentati della penisola, creando negli ultimi due secoli una serie di alleanze dettate dai matrimoni combinati con le casate regnanti, ottimamente escogitate al fine di non cedere mai alcun diritto che non fosse paritario tra tutti gli eventuali contendenti. Questo perché i sovrani di Miramar sono sempre stati consci di quanto il loro regno fosse più povero e debole di tutti gli altri. Il Miramar trae la sua ricchezza dalla pesca e dalla coltivazione, ma spesso ingenti risorse sono assorbite dal mantenere una flotta di navi militari in costante utilizzo per pattugliare le coste contro la sempre presente minaccia dei razziatori arabi: e spesso e volentieri le navi col vessillo del Miramar vengono affondate dei predoni, non senza svolgere il proprio dovere nell'affondarli a loro volta.

Arciducato di Magritta

L'Arciducato di Magritta è il regno estaliano con maggior retaggio di influenza imperiale ed è anche l'unico che confina con tutti gli altri quattro regni. Deve il suo nome ad un nobile imperiale che, vantando le proprie ascendenze fino all'Imperatrice Magritta, e giunto nella condizione di poter fondare l'arciducato, decise di dedicare alla sua illustre ava il nuovo feudo. L'arciducato è anche l'unico regno in Estalia in cui sia presente una corposa comunità di nani annessa al borgo di Siernos. Lungo la catena, da Siernos a Montenas, sono infatti molti i siti minerari trovati dai nani, e Magritta è difatto il principale produttore di metalli di vario tipo dell'Estalia. Di pari passo va il fatto che gli acciai e le armi forgiate a Magritta siano le più rinomate di tutta Estalia, procurando praticamente tutta la ricchezza e il prestigio della città capitale dell'arciducato, che è difatti uno dei tre principali porti della penisola, assieme a Bilbali e Almagora. L'Arciduchessa Isabella III di Rendoza, che negli ultimi tempi si è avvicinata molto a Re Felipe di Castelleboro, si è sposata col monarca di Almagora cinque anni fa. Anche se i due domini ancora non sono stati ufficialmente uniti in un unico regno, la nascita di un erede, lo scorso anno, ha iniziato ad inculcare nelle genti di Magritta l'idea che ben presto le due corone saranno unificate sotto il piccolo Juan Rodrigo Felipe. Per le strade di tutto l'Arciducato non si fa altro che acclamare il “Re di Magritta”, anche se egli è ancora un lattante. Questa regione vanta una storica antipatia nei confronti del regno di Bretonnia. i cui nobili reputano gli Estaliani di questa zona come poco più che una congrega di popolani.

Regno di Castelleborò

Confina a nord con Ogarana, a ovest con Magritta e a est con la Tilea.

è il principale regno estaliano, laddove si può trovare il prototipo della cultura estaliana attuale. Re Felipe VI di Castelleboro governa in maniera decisa da oltre vent'anni, e negli ultimi cinque è promotore di una serie di proposte per unificare tutta l'Estalia come era prima dell'invasione degli Arabi, cosa che non da tutti è vista di buon occhio. Il casato di Castelleboro vanta parentele più o meno strette con tutti i monarchi di Estalia e gode della forza militare e della ricchezza economica tale da riuscire nell'impresa di Re Felipe. I maligni dicono che questo svuoterà completamente le casse del regno, ma i lungimiranti pensano che questo sia solo il motivo per poterle nuovamente riempire.

Nella capitale, Almagora, è presente la compagnia mercantile più prospera di Estalia che ha saputo far fruttare le risorse di Castelleboro, ovvero le miniere d'oro dei monti Abasko e una delle miniere d'argento recentemente “acquisite” nel Regno di Ogarana; senza considerare le colture di vini pregiati e i legnami del bosco di Sombra.

Castelleboro è rinomato anche per un grande monastero devoto a Shallya, sito sui monti Abasko, attorno ad una polla di acqua purissima che secondo la leggenda è stata generata dalle lacrime della dea stessa che piangeva per le genti di Estalia, tenute sotto il giogo degli Arabi. Fu infatti uno degli ultimi luoghi ad essere sottratto al dominio degli Emiri e proprio in virtù della leggenda legata a Shallya, fu fonte di religioso fervore nel cuore di chi combatteva per cacciare gli oppressori.

Nelle vicinanze del monastero è stato edificato un tempio fortezza dedicato alla dea Myrmidia, i cui templari dedicano la loro opera a tenere sicura la strada che dalla capitale Almagora conduce ai luoghi sacri. Proprio in virtù della centralità egemonica di Castelleboro in Estalia, anche se nella penisola sono rari gli influssi del Caos, voci dicono che presso la città di Zaragoza, la seconda del paese, siano giunti dei curiosi gruppi di individui, e che le zone siano state funestate negli ultimi tempi da strani accadimenti, di una natura abbastanza peculiare.

Società

Estaliano

Nobiltà

La nobiltà è rappresentata dai discendenti di coloro che hanno combattuto e cacciato gli Arabi durante la grande guerra della riconquista dell'Estalia e che hanno mantenuto il possesso dei castelli e delle fortezze che venivano via via edificate, non mancando di ricordare alla popolazione quali siano i loro privilegi. Le varie casate fanno si che gli appartenenti alla nobiltà siano dotati dell'istruzione e delle capacità di utilizzare a dovere le armi che contraddistinguono un nobile, anche se queste rimangono praticamente a livello teorico, mancando la reale conoscenza dei campi di battaglia, se non attraverso le scaramucce che contraddistinguono i regni estaliani tra loro e i tornei e duelli d'armi che di tanto in tanto vengono indetti. Si può ovviamente accedere a questa classe sociale non solo per diritto di nascita, ma anche per un successivo diritto di nomina: ciò è molto complicato da ottenere, poiché si deve avere l'accondiscendenza del sovrano o di uno dei nobili maggiori, e avviene solo dimostrando di essere degli uomini contraddistinti da un forte senso dell'onore e di elevate dosi di fedeltà. Se questo non corrisponde a verità, sarà molto difficile pensare di andare oltre il titolo di Hidalgo.

Burocrati

Questa classe sociale rappresenta l'insieme di coloro che abbiano ricevuto incarichi prestigiosi per meriti non legati alla guerra. Costoro si dividono in Alti Burocrati, ovvero coloro che siano stati nobilitati dai sovrani, e Bassi Burocrati, cioè coloro che, mantenendo l'appartenenza alla borghesia, svolgono compiti come giudici, avvocati, notai. La Nobiltà guarda con stizza i Burocrati ma spesso si rivolge a loro per ottenere prestiti o anche combinare matrimoni che possano fruttare ingenti doti per far fronte a sperperii dovuti allo stile di vita dei nobili stessi.

Uomini d'arme

Soldati negli eserciti dei sovrani, mercenari al servizio della nobiltà, scorte per mercanti e duellanti sono figure assai comuni nella terra d'Estalia. Il senso di avventura di questa professione e la possibilità di rapidi guadagni spinge molti a lasciarsi alle spalle terra e debiti per impugnare una spada. Particolarmente famosi sono i duellanti chiamati “Diestros”, per il loro stile di scherma che si basa su leggeri, veloci e letali fioretti, sciabole, stocchi o schiavone . Spesso costoro, impegnati a rubare il cuore di giovani fanciulle in ogni luogo giungano, sono impiegati dai nobili come campioni per la difesa del loro onore, sempre che non cadano vittima della loro superbia, dell'alcool, o di un Diestro più veloce di loro. Questo stile di vita è totalmente disprezzato dai cavalieri di Bretonnia e queste differenze culturali hanno portato più volte nella storia a tensioni tra questi popoli.

Contadini e Artigiani

Come in ogni luogo del Vecchio Mondo, anche in Estalia la classi sociali più rappresentate sono quelle del contadino e dell'artigiano. I primi sono decisamente più poveri e destinati a coltivare la terra per conto del loro signore o, avendo fortuna, anche per conto proprio. Sono in genere ex soldati che, grazie ai proventi delle loro paghe durante le campagne in cui hanno combattuto, sono riusciti ad acquistare la proprietà di un appezzamento di terreno. Gli artigiani sono spesso e volentieri riuniti in corporazioni dei relativi mestieri e svolgono la maggior parte dei lavori che animano i borghi e le cittadine, rappresentandone il cuore della popolazione. Sono tristemente malvisti dall'aristocrazia come coloro che cercano di sottrarsi ai doveri feudali e dalle classi meno abbienti come coloro che cercano di trarre guadagno quando i prezzi delle merci cambiano drasticamente.

Marinai e Navigatori

Considerata la particolare posizione dell'Estalia nei confronti dell'Oceano, essa è sicuramente il luogo migliore da cui partire per ricalcare le rotte degli esploratori che sono giunti verso il cosiddetto Nuovo Mondo. Le storie riguardanti città completamente edificate d'oro hanno spinto molti a cercare fortuna come marinai e navigatori al soldo dei sovrani o di compagnie mercantili, al fine di giungere prima di altri in regioni vergini e inesplorate e poter reclamare quei territori per il proprio committente ed, eventualmente, fondare delle nuove colonie.

Mercanti

I mercanti sono la classe sociale più ricca tra quelle che non sono nobili e sono sempre pronti ad accumulare monete: d'oro dette Excelente, d'argento dette Real e monete di rame chiamate Duro. I mercanti essere stanziali o itineranti tra le varie regioni dei vari regni o dell'intera penisola; seguono una fitta rete di vie o rotte commerciali per ottenere i maggiori guadagni e sempre in concorrenza con i loro agguerriti equivalenti che provengono dalla Tilea e, seppur in minima parte, dalla ricchissima Marienburg. Non è raro trovare annoverati in questa classe sociale banchieri, presta denaro, gestori di appalti per conto dei sovrani o dei nobili. Le città più popolose e principali della penisola sono anche quelle dove questa classe sociale è più rappresentata: Bilbali, Magritta, Barboza, Diamanterra, Almagora e Zaragoz.

Culti

Culto di Myrmidia

Il culto della Dea Myrmidia rappresenta il principale credo religioso diffuso tra la popolazione e la nobiltà. Spesso si trovano nelle piazze principali di ogni città o paese delle statue votive dedicate alla Dea, in nome della quale si è condotta la guerra contro gli Emiri. I templi principali della Dea fungono anche da accademie militari, dove i nobili apprendono ciò che li trasformerà in condottieri e abili spadaccini in cambio di generose donazioni. Per chi non può permettersi tali spese il culto è sempre disposto ad aprire i propri ranghi a tutti coloro che vorranno servire la Dea come miliziani, templari, soldati, per il culto o per i sovrani. La Punta della Lancia è un tribunale speciale, legato al culto di Myrmidia che si occupa di processare e punire tutti coloro che si siano macchiati di crimini legati alla vita militare: tradimento, diserzione, mancata esecuzione degli ordini, saccheggio. Sono presi come giorni sacri dedicati alla Dea, e quindi soggetti a festeggiamenti, la ricorrenza della battaglia dei Colli Feroci, della battaglia di El Haikk, e delle battaglie che hanno portato alla liberazione di ognuna delle capitali dei regni.


Ranghi dell'Iglesia de Myrmidià

Rango 0 - Diácono

Rango 1 - Compañero

Rango 2 - Presbítero

Rango 3 - Monseñor

Rango 4 - Obispo

Rango 5 - Cardenal

Rango 6 - Pontífice


Culto di Shallya

E' il culto più diffuso nella popolazione comune e meno altolocata poiché spesso e volentieri accade che si abbia un familiare malato per cui chiedere la grazia a Shallya. Anche se spesso e volentieri i sacerdoti della Dea operano sia nelle campagne che nelle città, sono sempre un congruo numero gli individui che muoiono nei ricoveri e nei lazzeretti che al tempo stesso fungono da templi di Shallya. Degno di nota è il Monastero di Santa Esmeralda sui monti Abasko, edificato attorno ad una polla miracolosa, che si dica contenga le sante lacrime piante dalla Dea per il popolo di Estalia soggiogato dagli Arabi; il monastero è un luogo di grande pellegrinaggio per tutti coloro che sperano nell'intervento di Shallya nei loro problemi di salute. Con l'acqua della polla vengono anche consacrati i chierici erranti che decidono di dedicare la loro vita alla diffusione del culto e alla benevolenza di Shallya in ogni luogo di Estalia, arrivando anche alle comunità più remote e impervie da raggiungere.

Culto di Taal e Rhya

Sicuramente molto presente nelle piccole comunità che sorgono al limitare dei campi coltivati e all'inizio delle vegetazioni boschive o ogni luogo in cui la presenza dell'uomo sia decisamente rada e scarsa; preti delle due divinità giungono a prestare il loro saggio consiglio nei piccoli villaggi di cacciatori o di contadini, indicando quali siano i momenti più fausti per l'uomo per operare sulle zone più selvagge. Anche se i Pelleverde e l'immonda mano del Caos non sono molto presenti in Estalia, è grazie all'operato dei fedeli di Taal se certe presenze rimangono confinate in luoghi inospitali e non civilizzati.

Mannan

Con la scoperta del Nuovo Mondo e l'inizio della sua esplorazione e colonizzazione, il culto di Mannan è grandemente fiorito, e in suo nome sono stati eretti dei grandi templi nelle principali città portuali di Bilbali, Magritta, Almagora, Diamanterra. Nessun marinaio, capitano di nave, armatore o mercante inizierebbe una nuova impresa senza aver debitamente visitato un santuario del Dio e aver lasciato un'offerta propiziatoria entro le proprie possibilità.

Culto di Verena

La Dea della Giustizia e della Conoscenza è principalmente venerata nelle città e nei borghi principali, laddove sia sensato edificare una biblioteca o un tribunale, su mandato del Sovrano o del nobile locale. “Los Judicantes” sono quegli uomini di legge che vengono investiti della facoltà di fungere da giudici erranti e amministrare la giustizia dei vari regni all'interno dei propri confini. In genere si spostano di villaggio in villaggio con cadenza regolare, su un carro pieno di incarti e pergamene recanti passate sentenze e atti giudiziari, nonchè i tomi della legge, e ascoltando le istanze dei popolani di ognuno di quei luoghi che non abbia il lusso di permettersi un giudice permanente o che sia troppo lontano dall'attenzione del nobile locale. Solitamente viaggiano accompagnati da uno o al massimo due uomini di scorta, spesso armigeri ormai vecchi per campagne militari impegnative, ma sempre in grado di tenere testa ad una mezza dozzina di bifolchi mal armati, e che, all'occorrenza, possano fungere anche da boia per certe sentenze.


La magia

In Estalia non vi è una diffusione della Magia arcana e dei suoi usufruitori per come è intesa nell'Impero; non esistono infatti Collegi regolarizzati dove venga insegnata la magia. Invero il Dono della Vista dei Venti della Magia è molto raro in queste terre, tendente al nullo, e coloro che possono vantarsi di essere Maghi in Estalia non superano il centinaio in numero. Si deve anche considerare che, visti i rapporti di vicinanza culturale tra il Regno di Ogarana e il Regno di Bretonnia, nessun mago sia riuscito a risiedere in quella parte della penisola, poiché alle prime manifestazioni in giovane età dell'attitudine alla manipolazione dell'Aethyr si viene facilmente arsi vivi da una torma ignorante. Cosa analoga non accade negli altri regni estaliani, o quantomeno accade di rado: qui in genere ogni Mago riconosciuto come tale riesce a ricevere dai nobili locali o dal Sovrano la proprietà di una torre o un piccolo maniero, dove condurre i propri studi e le proprie ricerche, e dove può addestrare i propri apprendisti. Questi apprendisti non superano mai il numero di due o tre al massimo contemporaneamente e rimangono con il loro maestro praticamente finchè egli non trapassa, oppure vengono coinvolti, da soli o in compagnia, nei tragici risvolti di esperimenti troppo azzardati. Chi proviene da un'estrazione adeguata o è nobile di nascita, può permettersi il lusso di essere inviato presso i Collegi di Altdorf ad imparare l'Arte Arcana; i Maghi estaliani che fungono da maestri per gli apprendisti, in genere, appartengono a questa categoria, per cui si può intendere che anche in Estalia vi sia una sorta di tradizione magica legata all'impostazione dei maghi secondo l'affinità per un singolo Vento della Magia.

Curiosità e costume

L'estaliano medio ha modi e costumi molto simili, per certi versi, ad un uomo proveniente dalla Tilea; bisogna badare bene però a non farlo notare poiché questo è causa di un viscerale motto d'ira da parte di un abitante dell'Estalia. Colori sgargianti, modo di fare spavaldo e irreprensibile, senso di allegria e di libertà sono le principali connotazioni dell'estaliano, uniti ad uno spiccato senso dell'onore: guai infatti a pensare di infangare l'onore o la parola di un estaliano, specialmente se di nobili natali. Come minimo si verrà sfidati ad un duello, proprio come se si commette l'azzardata impudenza di esternare un complimento nei confronti di una donna estaliana: i propri parenti o il marito si troveranno costretti a chiedere di conto, probabilmente sfoderando uno stiletto.

Negli ultimi anni si sta facendo largo una voce riguardo un cavaliere errante che, anche se non si fa riconoscere nè pubblicizza la propria presenza, percorre in lungo e in largo l'Estalia, portando avanti e ricordando quelli che sono i principi fondamentali della cavalleria estaliana. Costui pare chiamarsi Don Giacinto Xervandos, detto El Blanco per il colore della sua armatura di piastre: anche se non più di giovane età, non disdegna di partecipare spesso a tornei e giostre d'armi, laddove, quando viene riconosciuto, attira totalmente su di sé le attenzioni degli spettatori, tra i quali iniziano a passare le voci di tutte le sue imprese. Dalla batosta inferta ad un'intera ciurma di pirati Arabi sbarcati sulle spiagge del Miramar, alla sconfitta di una tribù di Giganti avvistati nei monti Irrana, all'eliminazione del problema dei troll di palude di un affluente del Tarmos. El Blanco, si dice che abbia come unico scopo quello di essere un cavaliere senza macchia e senza paura, per poter cosi' far breccia nel cuore della fanciulla che egli ama, che si racconta essere ai suoi occhi simbolo di grazia e purezza; accompagnato quindi dal suo fedele servitore e scudiero Alvaro Ramirez che lo segue a dorso di mulo. Don Giacinto porta avanti le proprie imprese leggendarie per tutti i regni di Estalia. Persona molto più influente di quanto ci si aspeterebbe dal suo rango è Ferdinando Sanchez Jerez Mendoza, Cardenal de Magritta. Si dice che costui sia più un politico che una guida spirituale.


Scala Nobiliare

Livello 0 – Donzello

Livello 1 – Solariego

Livello 2 - Caballero

Livello 3 - Hidalgo

Livello 4 - Alcalde

Livello 5 - Ricohombre

Livello 6 – Viceré

Livello 7 - Monarca/Gran Duque

Il numero che precede i titoli, corrisponde al livello di "Nobiltà" necessario per avere tale titolo I PG con l'abilità "Sangue nobile" hanno il titolo di "Donzello"

Ranghi Carriera Militare

Rango 0 – Mugavero

Rango 1 – Cabo Primero

Rango 2 - Cabo Principal

Rango 3 - Sargento

Rango 4 - Alferez

Rango 5 - Capitan

Rango 6 – General

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