Dama del Lago

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La Leggenda

I Bretoniani riveriscono la Signora del Lago come l’incarnazione della Virtù e dell’Onore . Il culto di questa Dea risale all’antichità, fino agli antenati dei Bretoniani, addirittura in tempi antecedenti Gilles le Breton e sebbene nel tempo altre divinità provenienti dall’Impero o dalla Tilea abbiano preso piede soprattutto tra i villici e tra la plebaglia, ella è la vera anima di Bretonnia, colei che premia il coraggioso e distrugge il vile.

E’ solita manifestarsi ove le energie della terra e della vita scaturiscono in superficie e vi scorrono sotto forma di una bianca nebbia o di vapori turbinanti. A coloro che l’hanno vista, la Signora è apparsa come una donna di eccezionale bellezza, che sorge maestosamente dalle acque di un profondi laghi o fluttua nelle radure boschive. Ella è luminosa come la luna e si esprime con delicati gesti, piuttosto che a parole. Nelle sue mani reca uno splendente calice che trabocca di luce liquida: il Graal.

Solo coloro la cui devozione, coraggio ed estrema Virtù abbiano commosso la Signora avranno l’onore, guidati da sogni o visioni, di essere ammessi alla sua presenza e potranno alfine bere dal suo calice ricevendo così poteri miracolosi e raggiungendo l’apice della cavalleria Bretoniana venendo investiti del titolo di Cavalieri del Graal. La Signora del lago e il Graal sono fondamentali per il codice di Cavalleria Bretoniano. Anche se il codice cavalleresco e le regole dell’onore si sono sviluppate dalle tradizioni militari e dalle Virtù guerriere, queste si sono mescolate con le leggende e la magia che da essa scaturiscono.

E’ norma che prima di uno scontro i cavalieri Bretoniani si inginocchino e preghino la Signora del Lago, giurando di combattere fino alla morte per l’onore e la giustizia: si dice che chi vada in battaglia con la sua benedizione trionferà sui nemici, anche se superato in numero di cento a uno. Per i Bretoniani questo è semplicemente un naturale dato di fatto. Se dovessero riconsiderare la cosa, potrebbero affermare che le forze magiche che permeano la terra sono attratte e concentrate dalla fede della gente che la ama e la protegge. Lo spirito della terra è formato dalle energie magiche che la attraversano e quello spirito altro non è che la Signora del Lago.


Il Graal

Il Graal è stato cercato ed infine trovato molte volte durante la storia di Bretonnia e ogni incontro diviene parte della leggenda, arricchendola ulteriormente. Il Sacro Calice non può essere sottratto alla sua custode, e non può essere tenuto da nessun mortale. Gli annali raccontano di un Cavaliere folle che affermava di essere in possesso del Graal, che in seguito si scoprì essere un falso col quale intendeva ingannare e confondere i Cavalieri virtuosi, in modo da impossessarsi del trono di Bretonnia.

Egli incontrò il suo ben meritato fato, mentre assediato dai Cavalieri del Graal, moriva assieme a tutta la sua corte a causa di una tremenda pestilenza che portò su Mousillon una rovina e una maledizione tale che il ducato, centinaia di anni dopo, non si è ancora ripreso. Questo episodio è passato alla storia come il “Caso del Falso Graal” e da quel momento nessuno osa più incorrere nell’ira della Dea.


La Fata Incantatrice

La Fata Incantatrice è la profetessa della Signora del Lago. Nessuno conosce le sue vere origini, ma appare in favole e leggende che risalgono all’Epoca Oscura di Bretonnia.

Una delle sue più significative apparizioni è nell’epica saga dei trovatori, conosciuta come la "Chanson de Gilles", che celebra le imprese di Gilles le Breton. Fu lei che misteriosamente portò Gilles, mortalmente ferito, all’isola del Lys, per essere curato. Ci deve essere stata una successione di Fate Incantatrici nei secoli, ma nessuno sa come la Signora del Lago scelga le proprie profetesse, certo è che si tratta di una delle persone più influenti del reame, tanto che i Cavalieri del Graal che hanno votato interamente le proprie vite alla Dea, sono vincolati dai loro voti sacri a rispondere a qualsiasi chiamata o decreto della Fata Incantatrice.


Le Cappelle del Graal

In tutta Bretonnia si possono trovare delle chiesette dedicate alla Signora del Lago e al Graal, note come “le Cappelle del Graal”. Queste cappelle sono state costruite durante tutta la storia di Bretonnia ed in genere vengono edificate presso un luogo dove sia apparsa una visione della Signora del Lago oppure in un villaggio, una città o persino un castello.

Alcune delle più remote, talvolta risalenti ad epoche precedenti Gilles le Breton, sono andate in rovina e sono state completamente coperte dai rovi e dimenticate, mentre altre, attraverso i secoli, sono state ampliate poiché vari nobili ne hanno ricostruite di antiche o abbellite di preesistenti. Queste chiese, spesso chiamate Abbazie del Graal, possono contenere delle reliquie così preziose da richiedere difese simili ad un castello ed un buon numero di Cavalieri Erranti a proteggerle.

Inoltre queste abbazie possono attrarre un piccolo gruppo di donne, solitamente sorelle dei cavalieri, che vivono lì in clausura e i cui ruoli principali sono quelli di curare i Cavalieri feriti in battaglia o in torneo o offrire riparo e cibo ai molti cavalieri della ricerca. Esse amministrano inoltre i riti religiosi per i contadini ed i Cavalieri, per esempio benedicendo aratri e spade o scacciando maligni spiritelli dai pozzi e dai forni dei villaggi per mezzo di aspersioni con l’acqua sacra proveniente dalle sorgenti e polle della Signora del Lago. Coloro che sono prescelte dalla Signora del Lago vengono chiamate Damigelle o Profetesse, e in genere sono state beneficate alla nascita di poteri arcani con i quali possono scrutare il futuro, scorgere la verità nel cuore degli uomini o portare la guarigione della Dama ove sia necessario. Spesso assolvono al ruolo di consigliere per Duchi e Re e possono andare e venire dai Reami come più loro aggrada vivendo, proprio come per la Fata Incantatrice, al di fuori della normale gerarchia Bretonne. Essendo i Bretonni assai superstizioni, che si tratti di nobili o contadini, nessuno oserebbe contraddire chi goda a tal punto del favore della Dama in persona.


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