Loec

Da WHLive wiki.

Il dio elfico delle risa, scherzi e della danza condivide alcune cose di Liadriael.

Le leggende elfiche raccontano che egli spesso liberi le anime dei Elfi dalle mani degli Dei del Caos usando trucchi e scherzi divertenti. Tuttavia Loec possiede anche un lato oscuro: è il dio delle ombre, delle tenebre, della vendetta, della malizia e della Magia Oscura. Sebbene combatta per le anime degli Elfi, è difficile stabilire se gli sia una divinità buona o neutrale. Questa sua dicotomia lo rende il dio più ambiguo del pantheon elfico.

Nessuno sa se Loec sia maschio o femmina; è spesso raffigurato come un elfo androgino esile, elegante e flessuoso, il volto perennemente in ombra celato da un cappuccio. Nei rari momenti in cui è stato visto da qualche elfo visionario, sembra sia coperto da una maschera dai colori e dalle fattezze mutevoli ma sempre irridenti. La sua grazia, astuzia e velocità sono tali che nessun mortale o immortale possono competere con l'Ombra Danzante.

Danza spesso tra le ombre, pronto a balzar fuori per giocare qualche tiro mancino a dei o mortali siano essi buoni o malvagi. E' anche conosciuto come il Dio Ridente, forse l'unica divinità del pantheon elfico di cui si sia mai udita la risata irriverente che echeggia nel vuoto cosmico, alimentando la rabbia di Khaine. Al contrario del resto dei suoi divini fratelli non è possibile definire l'allineamento morale di Loec. Per quanto sia riconosciuto che strappi le anime a Khaine sembra lo faccia più per diporto personale che per compassione. Il Danzatore nell'Ombra è costantemente alla ricerca di nuovi scherzi, sberleffi o malefatte. Solo il supremo Asuryan sembra oltre la portata dei suoi trucchetti.


Culto Di Loec

Danzatori di guerra

Il culto di Loec è particolarmente sviluppato presso gli Elfi Silvani di Athel Loren, dove squadre di menestrelli guerrieri conosciuti come Danzatori di Guerra si spostano di radura in radura, di clan in clan per celebrare la propria divinità patrona. Le celebrazioni prendono la forma di intricate danze rituali che rievocano storie passate di divinità e di grandi eroi. Tale forma di arte è allo stesso tempo istintiva ed estremamente raffinata, capace di colpire al cuore uno spettatore e disegnare nella sua anima le vicende che gli vengono presentate dagli intrecci coreografici dei Danzatori senza che ne conosca nemmeno un brano.

Presso Ulthuan tale divinità gode di minor prestigio: gli Alti Elfi più ortodossi considerano poco onorevoli i metodi della Danzatrice, pur riconoscendo l'importanza delle sue azioni. Non esiste un vero e proprio tempio principale: gli elfi che si sentono più prossimi a Loec hanno un piccolo altare anonimo in un angolo oscuro della casa o una statuina se, come spesso capita, si tratta di elfi erranti. Il simbolo di Loec è una maschera irridente.


Precetti

Arhain, la runa Eltharin di Loec.

In quanto divinità del sotterfugio, Loec non dà imposizioni ai suoi fedeli: ogni metodo è lecito per un valido fine, ogni via percorribile se la causa è giusta. Di contro, spesso e volentieri gli elfi più vicini a Loec tendono a preferire l'inganno e il sabotaggio a uno scontro diretto. Un elfo particolarmente affine a Loec non si pone problema alcuno nell'uccidere il generale nemico mentre riposa nel proprio letto, conscio che tale gesto porterà non solo alla vittoria ma anche ad un molto minore spargimento di sangue. I fedeli del Danzatore nell'Ombra sono ferocemente avversi ai Khainiti, di cui rifuggono i metodi guerrafondai e l'indulgenza nello spargere il sangue del nemico. Se possibile, i Khainiti ricambiano con un odio ancora più feroce e radicato i sotterfugi silenziosi e ingannevoli del Dio Ridente. Nonostante di norma un seguace di Loec non faccia aperto sfoggio della propria fede maggiore, è usanza che esso porti la runa di Arhain al collo o appesa all'elsa delle armi.

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